Il centro comunitario stampato in 3D in Tanzania

il Nuovo Paradigma della l’Architettura Sociale passa dalla tanzania

A Kibaha, nella regione orientale della Tanzania, sta per nascere Hope Village, un progetto che segna un punto di svolta nell’uso della stampa 3D applicata all’architettura sociale. Qui, tecnologia avanzata e materiali primordiali si incontrano per costruire un villaggio pensato per accogliere, educare e proteggere bambine e ragazze vulnerabili.

Il progetto è sviluppato dagli studi HASSELL e ClarkeHopkinsClarke, in collaborazione con la fondazione One Heart Tanzania e l’Institute for Advanced Architecture of Catalonia (IAAC). L’obiettivo è ambizioso: realizzare un insediamento sostenibile che possa diventare un modello replicabile per comunità fragili in tutto il mondo.

Il Cuore di Hope Village: il Centro Comunitario

Elemento simbolico e funzionale del masterplan è il centro comunitario, uno spazio multifunzionale che fungerà da sala scolastica e mensa durante la settimana, aprendosi alla comunità locale per eventi, incontri e attività culturali nei fine settimana.

Il villaggio comprenderà circa 50 edifici, tra abitazioni familiari, strutture educative, spazi per la formazione professionale, aree agricole e zone ricreative. La scuola potrà accogliere fino a 480 studenti, mentre l’intero complesso offrirà un ambiente sicuro e inclusivo per bambini e adolescenti tra i 3 e i 18 anni.

La Tecnologia Dietro la Stampa 3D in Terra

A differenza della maggior parte delle architetture stampate in 3D, spesso realizzate in calcestruzzo, Hope Village introduce una scelta radicale: stampare con la terra.

Le pareti del centro comunitario saranno realizzate mediante stampa 3D di suolo locale, prelevato entro un raggio di 25 km dal sito. Il processo utilizza una miscela naturale con un’elevata percentuale di argilla, sfruttandone le proprietà leganti, e una sottile rete metallica inserita tra gli strati per migliorare la resistenza.

La tecnologia di stampa è basata sul sistema Crane WASP, già sperimentato in progetti pionieristici come TECLA , GAIA in Italia e TOVA in Spagna.

La Distribuzione degli Spazi Interni

Gli spazi interni del centro comunitario sono concepiti secondo un principio di massima flessibilità e apertura, evitando una suddivisione rigida in ambienti chiusi. L’organizzazione interna risponde alle esigenze educative e sociali della comunità, adattandosi a diversi usi nel corso della giornata.

  • Grande sala comunitaria centrale :È il fulcro dell’edificio: uno spazio ampio, libero da colonne, utilizzato come aula scolastica e mensa nei giorni feriali e come luogo per eventi, assemblee e attività collettive nei fine settimana.

  • Area cucina e preparazione pasti : Direttamente collegata alla sala centrale, consente una gestione efficiente dei flussi tra preparazione, distribuzione dei pasti e consumo.

  • Spazi di servizio e deposito.

  • Servizi igienici e locali tecnici.

La configurazione aperta permette una riconfigurazione semplice degli ambienti, rendendo l’edificio adattabile nel tempo a nuove esigenze.

Forma, Clima e Tecnologia: un’Architettura che si Adatta e Rimane

Il progetto nasce dall’integrazione tra forma, spazi interni e clima locale. Le pareti porose stampate in 3D lasciano filtrare luce naturale e favoriscono la ventilazione incrociata, riducendo la necessità di sistemi di raffrescamento e migliorando il comfort, le pareti lasciano che il tetto poggi su una struttura metallica centrale, proteggendo le superfici in terra dall’erosione delle piogge tropicali e permettendo una copertura dal design straordinario.

Realizzata con legno locale, la copertura intrecciata richiama un tessuto leggero e raffinato. Assemblata a terra e poi “drappeggiata” sulla struttura metallica, genera uno spazio interno continuo, avvolgente e senza interruzioni visive, in perfetto equilibrio tra tradizione costruttiva e ingegneria contemporanea.

Un Modello di Futuro Sostenibile

Hope Village non è solo un edificio, ma un’eredità tecnologica: la stampante 3D resta alla comunità, che viene formata per usarla in autonomia. Questo abilita la costruzione di nuovi spazi e diffonde competenze locali. Il progetto dimostra che l’innovazione non dipende dal cemento, ma dalla reinterpretazione dei materiali con tecnologie avanzate. Con l’avvio previsto nel 2025, si propone come modello replicabile di architettura sostenibile, sociale e radicata nel territorio.

  • Posizione: Hope Village, Kibaha, regione di Dar es Salaam, Tanzania

  • Progettazione: HASSELL (in collaborazione con ClarkeHopkinsClarke)

  • Azienda esecutrice: One Heart Tanzania

    (con HASSELL, IAAC – Institute for Advanced Architecture of Catalonia)

  • Tecnologia di stampa: 3D Crane WASP

  • Materiale: Terra locale stampata in 3D (suolo entro 25 km dal sito), con alta percentuale di argilla e rinforzo con rete metallica tra gli strati

  • Anno: 2024

  • Superficie: 75 m²

  • Tempo di stampa: 22,5 ore

  • Categoria del progetto: Edificio pubblico /infrastruttura sociale ed educativa

  • Costo stimato: 160,000